|
|
Donato Bilancia
Il 15 maggio del 1998 Donato Bilancia confessa una serie
di
omicidi che vanno dai quindici comprovati ai diciotto sospetatti
dagli inquirenti. Tutto probabilmente inizia quando Bilancia uccide
un uomo al quale doveva dei soldi. Da quel momento la sua vita
subisce una serie di gravi scossoni che lo portano ad uccidere
probabilmente due operai di un'area di servizio sull'autostrada
Genova-Ventimiglia. All'atto dell'arresto Bilancia chiede subito
di vedere un avvocato al quale confessa di essere terribilmente
malato e che qualcosa nella sua mente non ha più funzionato
da un giorno all'altro; come conseguenza di ciò ha iniziato
a compiere le azioni delle quali in parte è accusato.
Nella confessione si legge poi dell'omicidio di un uomo
che faceva parte del suo giro di amicizie
nel mondo del gioco d'azzardo oltre alla moglie dello stesso,
due gioiellieri, quattro prostitute e due guardie giurate che
una sera erano accorse ad aiutare un travestito in difficoltà.
Confessa anche l'omicidio di quattro donne
nei gabinetti del treno che compie la tratta Genova-Ventimiglia
rivelando l'alta simbolicità di questo gesto per la sua
psiche in quanto il fratello di Bilancia, Michele, si era suicidato
sui binari di quel tratto undici anni prima portando con sé anche
il figlio piccolo. Le sue prime due vittime furono Maurizio Parenti
e sua moglie Carla, il conoscente a cui doveva dei soldi e che
secondo la sua versione lo avrebbe tradito in qualche modo.
Sostiene poi di aver ucciso "una prostituta per ogni nazionalità"
di quelle che lavoravano nel circondario della sua abitazione.
Gli assassini sono stati tutti portati a termine con una
calibro .38 Smith and Wesson.
Bilancia è stato condannato a tredici ergastoli.
torna alla sezione casi
|