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Theodore (Ted) Bundy (parte 3 di 5)

Più tardi incontra Meg Anders, una donna con la quale passerà insieme quasi cinque anni. La donna si innamora di lui in modo molto forte, pensa che
sia l'uomo giusto per lei e per la sua piccola figlia, avuta da un precedente matrimonio. Ma Ted non è pronto, ha altre storie mentre sta con Meg,
intraprende molte attività.
Dal '69 al '72 le cose cambiano notevolmente per Bundy; sta per finire
la scuola, spedisce domande di immatricolazione a diverse università di legge, diviene politicamente attivo. Si dà da fare come volontario in una
campagna per la rielezione di un senatore repubblicano, allo stesso tempo stringendo amicizie importanti nel settore politico.
Dall'esterno sembra un cittadino modello, viene decorato dal sindaco per aver salvato la vita di un bambino di tre anni che stava annegando in un lago,
lavora in un centro di assistenza e recupero per vittime di stupro.
Nel frattempo finisce il college e quando viene accettata la sua
richiesta entra a far parte dell'università di legge dello stato dell' Utah.
Nel 1973, durante un viaggio d'affari per il partito repubblicano Bundy
reincontra la sua vecchia fiamma Stephanie Brooks, ed insieme escono
per una serata romantica. Si incontrano altre volte in occasione
di ripetuti viaggi d'affari, e Stephanie si innamora di Ted per una
seconda volta. Ted ventila anche la possibilità di sposarsi;
Stephanie sembra apprezzare i suoi cambiamenti a tal punto
da essere d'accordo con lui su questo punto.
Durante tutto questo periodo Ted vive ancora ufficialmente con Meg.
D' improvviso però , agli albori del 1972, tutto cambia, Bundy perde
ogni interesse e tronca la relazione con Stephanie senza fornire spiegazioni.
E' chiaro però che il suo piano di vendetta ha funzionato; fa
soffrire Stephanie adesso come lei ha fatto soffrire lui a suo tempo.
E' questo l'inizio di un vero e proprio regno di terrore da parte di Bundy sulla comunità.
Nel dicembre del 1973 viene ritrovato il corpo di una giovane autostoppista avvistata l' ultima volta il 25 di novembre. Una studentessa dell' università dell'Utah, Ann Healy scompare in circostanze inquietanti. Nella sua camera vengono rinvenuti la camicia da notte ed il materasso inzuppati di sangue.
Due mesi più tardi un'altra studentessa viene trovata picchiata violentata e violentemente percossa alla testa con un oggetto contundente.
Nonostante la serietà delle ferite, dopo un breve coma la ragazza si riprende, senza però ricordare niente dell'accaduto.
Fra la primavera e l'estate del 1974 scompaiono altre sette ragazze.
Nonostante non siano stati rinvenuti cadaveri, la polizia tratta le apparenti sparizioni come omicidi. Era infatti evidente uno schema soggiacente:
le vittime erano tutte in età da college, ragazze, di bell'aspetto, more e portavano capelli lisci, con una divisa nel mezzo. In aggiunta,
tutte le sparizioni si erano verificate durante la sera.
Finalmente, durante l'agosto del 1974 nel parco del lago Shammanish, a Washington, vengono trovati i resti di due delle ragazze scomparse.
Encomiabile il lavoro di polizia e di medicina legale che ha permesso
di identificare Janice Ott e Denise Naslund dai pochi resti trovati in loco:
ciocche di capelli di vario colore, quattro ossa del femore, due teschi
e un osso della mascella. Le ragazze erano scomparse nello
stesso giorno, il 14 di luglio.
Gli ultimi a vedere Janice Ott viva era stata una coppia che faceva
un picnic sulla riva del lago. Avevano visto la ragazza con un giovane uomo attraente e li avevano sentiti parlare. Lui si era presentato come Ted e gli aveva chiesto un aiuto per caricare la sua piccola
barca sul tetto della macchina in quanto lui diceva
di avere un braccio rotto. Infatti ad un braccio
portava una ingessatura, e aveva spiegato alla ragazza che se lo era
rotto giocando a tennis. A questo punto, lette le informazioni su un
giornale locale una ragazza di nome Janice Graham riferì alla polizia di essersi ritrovata in una scena simile con lo stesso individuo, ma di aver rifiutato
perché una volta arrivata alla sua auto si era resa conto che non c'era
nessuna barca da caricare. L'uomo le aveva spiegato che era ancora a
casa dei suoi genitori sulla collina, e che se fosse salita in auto, lui l'avrebbe portata lì dove avrebbe potuto aiutarlo. La giovane considerò la cosa troppo rischiosa e declinò l'aiuto inventando una scusa. Più tardi vide l'uomo che avvicinava un' altra ragazza, probabilmente con gli stessi intenti.
Non c'è dubbio che quella esitazione le abbia salvato la vita.
Le polizie dello Utah, dell'Oregon e dello stato di Washington si consultarono formando una pionieristica squadra interdistrettuale di indagini che
portarono alla connessione di più delitti avvenuti all'interno dei tre
stati nonché all' identikit fornito da Janice Graham.
In questo caso, in mezzo a tante sprovvedutezze della polizia riguardanti
questo caso si può dire che qui è avvenuta una cosa che raramente
si verifica. Tre diverse giurisdizioni che lavorano insieme per cercare
di risolvere un caso e di trovare collegamenti.
Leggendo l'identikit su un giornale, un'amica di Meg, la compagna di
quel momento di Ted , gli fece notare che poteva effettivamente
trattarsi di lui.
Riluttante, lo segnalò alla polizia. Era la quinta persona che faceva
il nome di Ted Bundy. La polizia era però così inondata di segnalazioni
che appena consultata la cartella di Bundy lo esclusero subito dalla rosa dei sospetti. Bisogna infatti ricordarsi che siamo nel 1974, in un periodo in cui un giovane studente di legge che lavora a tempo pieno per il partito
repubblicano viene considerato quasi un intoccabile. Nessuno ai tempi
poteva pensare che una persona di quel rango potesse essere capace di tali delitti. Vigeva ancora il luogo comune che un criminale debba forzatamente
provenire dagli strati bassi della popolazione.
La storia va avanti, altri corpi vengono ritrovati di ragazze che prima di cadere vittime rispecchiavano i criteri di selezione dell'assassino di nome Ted.
Una di queste potenziali vittime, Carol DaRonch, gli sfugge in un episodio
degno di un film thriller. La ragazza viene fermata in auto da Bundy
travestito da poliziotto. Lui la minaccia, la fa scendere dall'auto
e la ammanetta. La ragazza scalcia ed urla, percepisce che c'è
qualcosa di insolito e di terrorizzante in questa scena e cerca di liberarsi. Preferisce un'eventuale denuncia per resistenza all'arresto che la
certezza di finire nelle mani di un pazzo. Quando il finto agente tira fuori una pistola e la minaccia di ucciderla la ragazza capisce che si tratta
di un impostore e con un calcio ai genitali si libera momentaneamente di lui.
Dopo qualche peripezia di inseguimento Carol si libera definitivamente
di Bundy e viene caricata in auto da una coppia che la porta subito
alla polizia dove denuncerà il fatto.

continua parte 4 di 5