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Andreij Chikatilo

Andreij Chikatilo, tristemente noto con il soprannome de
"il cannibale di Rostov" era un assassino di minori, con i quali intratteneva pratiche sessuali e che dopo l'uccisione in alcuni casi mangiava.
La sua scia di terrore di dodici anni è stata finalmente scoperta nel 1992. Insospettabile uomo di partito, si dice che i suoi crimini siano andati
impuniti per anni perché le autorità sovietiche preferivano liberarsi di tanti omosessuali (reali e non, cioè magari semplicemente "nemici del partito" ) usando le indagini sui suoi crimini come scusa ufficiale. Più volte arrestato perché sorpreso in aree sospette della città (gabinetti della stazione,
stazioni degli autobus) dove egli vagava in cerca delle sue prede,
non furono purtroppo mai raccolte sufficienti prove a suo carico.
Durante il suo processo, il primo evento giuridico di questo tipo ad
essere trasmesso alla televisione di stato sovietica, il popolo della Russia si confrontò pubblicamente per la prima volta con un criminale di questo tipo. Scene di psicosi in diretta e dichiarazioni che hanno fatto svenire
anche membri della giuria caratterizzarono quel processo. Chikatilo fornì descrizioni dettagliate di come usasse tagliare i testicoli o i
capezzoli delle sue piccole vittime per poi mangiarseli in un secondo
tempo, terminando una di queste famose deposizioni con la frase :
"Sono una bestia impazzita, un errore della natura". La condanna per lui fu di morte e venne eseguita con straordinaria celerità.
Il 14 di febbraio del 1994 Chikatilo venne ucciso con un colpo
di pistola alla tempia.

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