|
|
Casi insoluti :
The babysitter
Una breve trattazione di questo emblematico caso di serial
killer assassino di minori. Durante l'inverno del 1976 questo assassino
ha ucciso sei bambini nell'area di Oakland County. Fu soprannominato in
un secondo momento "Il babysitter" a causa della estrema cura
con la quale trattava i corpi dei bambini uccisi e anche al fatto che
spesso si trattava di rapimenti che culminavano in assassini, percui il
soggetto teneva la vittima con sé per un periodo di tempo prima
di ucciderla. Questo serial killer presenta degli aspetti interessanti
ed inquietanti allo stesso tempo.
Come prima cosa si può dire che è molto sospetto il fatto
che i bambini fossero rapiti in pieno giorno nella cornice di un'area
residenziale rispettabile. In America infatti è molto difficile
non farsi notare in una di queste aree, come prima cosa perché
sono molto spesso costantemente sorvegliate dalla polizia ed in secondo
luogo perché frequentemente c'è molta solidarietà
fra vicini ed un individuo sospetto o sconosciuto viene notato molto presto.
Addirittura molto sovente in queste aree è obbligatorio avvertire
la polizia del fatto che l'auto parcheggiata davanti alla casa appartiene
ad un amico o un parente di fuori città per evitare la spiacevole
evenienza di una ispezione in casa da parte della polizia distrettuale.
Un altro fattore che ha contribuito a ritardare le indagini e a far sì
che sostanzialmente l'assassino non fosse arrestato è il Modus
Operandi e la firma bizzarri ed incoerenti.
I primi due omicidi infatti presentavano caratteristiche diverse dagli
altri quattro.
Per i primi due, le vittime sono state stuprate e poi nello stesso giorno
della denuncia della scomparsa, ritrovate casualmente abbandonate. Negli
altri casi è passato più tempo fra il rapimento ed il ritrovamento
del corpo ed i cadaveri sono stati ritrovati all'interno di giardini pubblici
adagiati sulla neve, perfettamente lavati e puliti.
Gli inquirenti erano molto perplessi, si trattava di un rituale (e quindi
quasi automaticamente di una firma) oppure di un sofisticato modo di eliminare
ogni prova a suo carico ? Le indagini sono andate avanti in due direzioni;
con un bidello di una scuola, sospettato per i primi due omicidi ed il
buio totale per quanta riguardava gli altri due omicidi.
In un secondo momento gli agenti hanno effettuato una serie di valutazioni
comportamentali ed hanno collegato le due serie di crimini attribuendole
ad
uno stesso assassino seriale.
All' inizio infatti era opinione diffusa che si trattasse dello stesso
uomo che aveva raffinato il suo M.O. in quanto gli agenti inquirenti avevano
ventilato ai media l'impiego di tecnologie all'avanguardia come il rilevamento
del D.N.A.. In seguito si è ipotizzato che invece l'evoluzione
del M.O. fosse stata una conseguenza dell'evoluzione delle fantasie e
della sicurezza in sé stesso del killer. Infatti abbiamo visto
come le fantasie dopo il primo omicidio tendano ad adattarsi alla realtà
dell'assassinio, ben diversa da quella dell'esperienza allucinata interiormente.
In questo caso il soggetto aveva messo a fuoco un metodo di avvicinamento
dei ragazzi che gli permettesse di non essere aggressivo, aveva sperimentato
la sicurezza del luogo dove conduceva le giovani vittime subito dopo il
rapimento come anche l'affidabilità del suo controllo sulla situazione.
Aveva fatto delle prove, iniziando a soddisfare il suo impulso ad uccidere
nel modo più diretto per poi, seguendo le indagini, adattarlo in
modo da continuare indisturbato.
Non c'è dubbio che si fosse trattato di un soggetto altamente organizzato,
metodico, che non aveva una cultura criminologica ma che seguiva le indagini
attraverso i media. Dobbiamo ricordarci comunque sempre che siamo negli
anni settanta, il fenomeno è conosciuto ma la raffinatezza delle
applicazioni comportamentali è ancora abbondantemente in fase di
rodaggio.
Per costringere l'assassino ad uscire allo scoperto e rivelare qualcosa
di sé
uno psichiatra di Detroit scrive lui una lettera aperta pubblicandola
sui
maggiori giornali con una serie di possibili motivazioni sul perché
se la prenda tanto con i bambini.
Per tutta risposta arrivano una serie di lettere manifestamente false
ma una che è ritenuta subito autentica dalle Autorità e
che dice : "La lettera è sbagliata, il mio desiderio è
grande, fareste meglio a sperare che non nevichi ancora" e poi sotto
"Non so se riesco a fuggire".
Questi sono gli ultimi segnali di questo serial killer prima della scomparsa
definitiva dalla scena. Come per il caso precedente c'è da dire
che l'astuzia di quest'uomo è stata notevole sia nel gestire gli
episodi violenti che nell'uscire di scena. Anche le diverse possibilità
sono le stesse, può essersi trasferito in un altro posto ed aver
continuato la sua attività criminale con diverse caratteristiche
oppure può semplicemente essersi accorto di aver raggiunto il limite
della sua attività ed essersi fermato
torna alla sezione
casi
|