|
|
The green river killer
E' sicuramente questo il più famoso caso fino a
pochissimo tempo fa rimasto insoluto della giurisdizione Americana. La
vicenda si estende dagli inizi
degli anni ottanta fino ai giorni nostri e si avvale del titolo dell'indagine
più lunga e tortuosa della storia dell'America dai tempi del caso
degli omicidi di Kingsbury Run; il famoso caso che durante gli anni '30
fece perdere il posto persino ad Eliot Ness, paladino del proibizionismo
famoso per
l' arresto di Al Capone.
A causa dell' enorme complessità della vicenda ne analizzerò
solamente i tratti essenziali e gli aspetti che più pertengono
agli scopi del sito.
Si tratta infatti di un caso che è importante perché ha
segnato una serie di sconfitte e di vittorie allo stesso tempo da parte
delle forze di polizia.
Si può dire che in questa vicenda sussistono aspetti che mi hanno
interessato particolarmente :
Il modus Operandi e la firma entrambi variabili del killer
I vari profili abbozzati dagli agenti
Il continuo passaggio dell' indagine di mano in mano
Il riconoscimento che alla fine si trattava di due o più killer
separati
L' inserimento di Ted Bundy come consulente all' indagine
L'arresto finale di un sospetto con prove inconfutabili.
L'insieme di questi elementi contribuisce ad affascinare i criminologi
di tutto il mondo e si può dire che non c' è una famosa
personalità dell' F.B.I. o del mondo criminologico che non abbia
magari anche a più riprese espresso un' opinione sul caso dell'
Assassino di Green River.
Lo stesso John Douglas fu vittima di una massiccia encefalite virale causata
dallo stress proprio mentre iniziava ad occuparsi di questo caso.
Il Green River prende il nome dalle acque cristalline che scorrono dalle
pendici del monte Rainer fino a Puget Sound, pochi chilometri a sud di
Seattle.
Il primo cadavere fu scoperto da due ragazzini che passavano per il bosco
in bicicletta, il 15 Luglio del 1982. Il cadavere era in stato di decomposizione
ma i medici legali furono comunque in grado di riconoscere Wendy Lee
Coffield, una prostituta di sedici anni che lavorava sullo "Strip",
la strada che collega Seattle a Puget Sound.
La vittima era morta per strangolamento; i giornali locali le dedicarono
poca attenzione in quanto considerata una persona che frequentava ambienti
pericolosi.
Altre tre prostitute furono trovate morte nel giro di sei mesi ed i cadaveri
abbandonati nella zona del Green River. I primi elementi comportamentali
suggerivano, fra le altre cose, che l'assassino sceglieva le sue vittime
fra le prostitute di razza bianca.
Dopo questi quattro iniziali ritrovamenti la lista delle vittime dell'
assassino si è allungata a dismisura fino ad arrivare a ben 49
persone.
Come già detto, il cambiamento continuo di Modus Operandi, di scelta
delle vittime, di scelta del luogo dove abbandonare il cadavere, di firma,
ha reso molto confuse le indagini fin dall' inizio. Infatti i primi due
corpi furono ritrovati in mezzo ai prati abbandonati che circoscrivono
la zona intorno al fiume. Entrambe le vittime erano bianche, avevano un
piccolo tatuaggio ed erano state ritrovate nude dalla vita in giù
e strangolate con i loro stessi pantaloni jeans attraverso un nodo particolare.
Questa dovizia di particolari nella firma era stata interpretata come
l'inequivocabile "marchio" di un assassino con una fantasia
ben precisa che comandava le sue azioni. Come conseguenza di ciò
gli agenti contavano su un veloce sviluppo di un profilo e sull'altrettanto
veloce formazione di una lista di sospetti.
Ma i ritrovamenti seguenti sconvolsero le convinzioni degli inquirenti.
Infatti le due vittime successive erano due prostitute di colore, trovate
morte sotto lo strato di ghiaccio del fiume. Le vittime erano state ritrovate
con dei sassi di forma triangolare inseriti nella vagina. A questo punto
le indagini si fecero nebulose. O si trattava di due diversi assassini,
ma questo non poteva essere perché i tratti in comune erano troppi,
oppure si trattava di uno stesso assassino del quale però non si
potevano conoscere le caratteristiche in quanto la sue caratteristiche
esulavano completamente dagli schemi accademici.
Le vittime erano state tutte strangolate, erano prostitute, i segni di
violenza erano molto simili da corpo a corpo e lo strangolamento era avvenuto
in tutti e quattro i casi attraverso un capo di abbigliamento della vittima.
Però gli elementi rituali diversi erano significativi e sostanziali,
i primi due corpi ritrovati nei campi invece che nel fiume, le vittime
numero tre e quattro avevano sassolini di forma triangolare inseriti in
vagina ed erano completamente nude. Un vero puzzle: gli elementi comportamentali,
unico punto di partenza dell'indagine in quanto la polizia era completamente
priva di testimonianze o sospetti erano contraddittori come non se ne
erano mai visti.
Con il susseguirsi delle vittime la tendenza peggiora ancora di più
tanto che la maggior parte delle persone coinvolte nell'indagine inizia
a parlare di più di un assassino o addirittura di molti.
Per l'inizio degli anni novanta le caratteristiche degli omicidi sono
cambiate ulteriormente. Due nuove vittime in particolare sollevano la
perplessità degli agenti. La prima, una prostituta, vista l'ultima
volta in un motel dal suo protettore che l'aveva mandata fuori a comprare
le sigarette e che quindi è stata attaccata o prelevata nel mezzo
di una città, prima del tramonto. La seconda, una donna normale
che non si è mai prostituita ma che anzi aveva una relazione stabile
e due figli. Al ritrovamento di quest' ultima furono
poche le informazioni che dal corpo si poterono ricavare in quanto il
cadavere era quasi ridotto a scheletro.
La donna era stata denunciata scomparsa tre mesi prima del ritrovamento
della prima vittima, cosa che generò ancora più interrogativi,
per esempio:
da quanto agiva l' assassino ? Si trattava di una sola persona oppure
come suggeriva il buonsenso di crimini senza un legame preciso ?
continua
parte 2 di 2
|