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The green river killer Gary Leon Ridgway, il Green River Serial Killer, ha confessato 48 omicidi. E’ stato riconosciuto colpevole il 5 novembre 2003 e ha ottenuto l’ergastolo in cambio della sua piena confessione. Per sei mesi i detectives Dave Reichert e Tom Jensen lo hanno interrogato per ricostruire gli omicidi nei dettagli. L’uomo che dal 1982 ha tenuto in scacco le forze dell’ordine statunitensi è nato il 18 febbraio 1949 in Utah e ha vissuto quasi tutta la vita a sud di Seattle. E’ il secondo di tre figli, molto ubbidiente e molto legato alla madre, Mary Ridgway, tanto che la prima moglie Claudia lo descrive come completamente dominato da lei. Il padre, Tom Ridgway lavora come autista di autobus per le strade di Seattle. La vita familiare non doveva essere molto tranquilla. La madre spesso urlava contro il marito e gli lanciava addosso i piatti. Gary non è mai stato uno modello d’intelligenza ed è riuscito a finire la scuola a 20 anni. Dopo due anni in marina, in cui ha conosciuto e sposato la sua prima moglie, torna a casa e tenta di entrare nella polizia locale, ma viene respinto. Trova lavoro nel reparto verniciatura di uno sfasciacarrozze, un lavoro a turni, dove rimarrà per 32 anni. Nel 1973 si sposa una seconda volta con Marcia da cui ha l’unico figlio Matthew. In questo periodo di unisce alla chiesa battista e diventa un fanatico della bibbia. Al lavoro lo descrivono come un uomo che parla solo di caccia, il suo hobby preferito, e di religione. Nel 1981 si separa di nuovo. La seconda moglie racconterà ai detectives degli strani comportamenti sessuali di Gary e di come amasse fare l’amore fuori casa, all’aperto. I posti, in mezzo al bosco, dove portava Marcia erano gli stessi dove poi nascondeva i corpi delle donne che uccideva. A 52 anni stupisce tutti sposandosi una terza volta con Judith Lynch, che resterà dalla parte del marito durante tutta la vicenda processuale.
Ridgway è stato da subito tra i primi sospetti: era del posto, conosceva molto bene la zona, si spostava su un pick up, faceva un lavoro coi turni che gli lasciava tempo libero la notte ed era noto per essere un frequentatore delle prostitute della zona.. Fermato è stato sottoposto alla macchina della verità con esito negativo. Alla fine è stato il test del DNA a incastrarlo. Secondo gli investigatori che lo hanno interrogato non manifesta nessun rimorso, per ricordare gli omicidi si aiuta ricostruendo i suoi turni di lavoro. Per lui le prostitute non sono persone, ma cose da usare e gettare subito dopo. Nelle registrazioni sostiene che per lui le donne sono qualcosa con cui fare sesso, uccidere e riprendersi i soldi. Sempre secondo gli investigatori è un esempio di serial killer sapiente non particolarmente abile in qualcosa di particolare, ma che da il meglio di sé stesso nello scovare la vittima giusta, al momento giusto, e nel farla sparire. Un sesto senso.
La storia ha inizio quando due ragazzini che passavano per il bosco in bicicletta il 15 luglio 1982 scoprono il cadavere in avanzato stato di decomposizione di Wendy Lee Coffield, una prostituta di sedici anni che lavorava sullo Strip, la strada che collega Seattle a Puget Sound. La ragazza era morta per strangolamento. Altre tre prostitute furono trovate morte nel giro di sei mesi ed i cadaveri abbandonati nella zona del Green River. I primi due corpi furono ritrovati in mezzo ai prati che circoscrivono la zona intorno al fiume. Entrambe le vittime erano bianche, avevano un piccolo tatuaggio ed erano state ritrovate nude dalla vita in giù e strangolate con i loro stessi jeans attraverso un nodo particolare. Le due vittime successive erano due prostitute di colore, trovate morte sotto lo strato di ghiaccio del fiume. Avevano dei sassi di forma triangolare inseriti nella vagina. Questa diversità negli elementi rituali rese da subito le indagini molto confuse. Le vittime erano state tutte strangolate con un capo del loro abbigliamento, erano prostitute, e i segni di violenza erano molto simili da corpo a corpo. Ma erano di razza diversa, erano state lasciate in luoghi diversi, due erano semivestite e due erano completamente nude e solo in due di loro erano stati ritrovati sassolini inseriti in vagina. In questi casi, in assenza di testimonianze o sospetti, l’unico punto di partenza delle indagini sono gli elementi comportamentali che in questo caso però erano quanto mai contraddittori tanto da far pensare all’esistenza di più assassini. All’inizio degli anni novanta le caratteristiche degli omicidi sono di nuovo mutate. Una prostituta sparisce mentre sta andando a prendere le sigarette per il suo protettore. Viene quindi attaccata o prelevata nel mezzo della città prima del tramonto. Accanto a due dei corpi viene ritrovato un pesce. Qualcuno suggerisce che il killer sia un manico religioso e che i sassolini triangolari possano rappresentare la trinità e il pesce un arcaico simbolo di Cristo. Ridgway era stato un fervente battista e girava sempre con la bibbia in tasca.
Cominciano ad essere stesi i primi profili. Pierce Brooks, capostipite del comportamentismo americano applicato alla criminologia ed inventore del VI. C. A. P., sostiene che il killer conoscesse il luogo dove avrebbe lasciato il cadavere prima ancora di uccidere la vittima. Brooks riteneva questo aspetto dei luoghi d’abbandono del corpo il più importante ai fini dell’indagine. Marcia, la seconda moglie di Ridgway, ha mostrato agli agenti i luoghi dove andava col marito a fare l’amore. Erano luoghi appartati che l’uomo sceglieva con cura, non il primo spiazzo che capitava. Ed era lì che tornava a nascondere i corpi. John Douglas invece sosteneva trattarsi di due diversi killers, con personalità molto simili e che entrambi potevano ancora essere arrestati. Robert Keppel chiese a Ted Bundy di fare qualche osservazione sul caso. Bundy riteneva come Brooks che i luoghi di abbandono del cadavere potessero essere cruciali nell’indagine. Fa notare inoltre che il killer è organizzato e che cambia i luoghi di abbandono dei corpi per impedire alla polizia di riscontrare uno schema comportamentale.
A un certo punto all’inizio degli anni novanta i delitti s’interrompono. Il pubblico non è più interessato alla vicenda e la task force che si era costituita sul caso di scioglie. Per nove anni sarà solo il detective Tom Jensena portare avanti le indagini. Dovrà aspettare l’avvento del test del DNA per mettere la parola fine al caso del Green River Serial Killer.
Curatrice degli aggiornamenti Dott.ssa Elena Grecchi :
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