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Casi insoluti :
Search and destroy
Il seguente caso è la storia di un uomo che è
stato soprannominato in
base alla sua stessa firma sulle lettere spedite ai giornali ed alla polizia,
Search and Destroy.
Questo inquietante individuo ha fatto tenere il fiato in sospeso alla
cittadina di Wichita, Kansas per ben 17 anni dal 1974 al 1991; è
costato 100.000 ore di lavoro ed almeno sei-sette fra diverse indagini
e riaperture del caso alla polizia locale. Vediamo lo svilupparsi degli
eventi con ordine.
Il 15 gennaio del 1974 fu trovata morta nel loro appartamento un'intera
famiglia composta da madre, padre, figlio e figlia. Il primo che ha messo
piede in questa tragica scena è stato il più piccolo della
famiglia che rientrava da scuola. I quattro erano stati legati e strangolati
con una corda presa dalle veneziane della casa delle vittime. L'unica
differenza nel trattamento delle vittime era che il figlio di nove anni
era stato ritrovato con un sacchetto in testa in camera sua e la figlia
invece in cantina impiccata ad un tubo. Niente era stato rubato dalla
casa se non l'orologio del padre, che gli investigatori ritengono fosse
stato prelevato come memento del crimine come spesso succede in questo
tipo di crimine. Il delitto era stato ovviamente progettato
ed organizzato in modo impeccabile. Il numero delle persone presenti sulla
scena dimostra l'alto livello di controllo di cui era capace l'assassino.
I vicini avevano avvistato una persona sospetta che si aggirava nei dintorni
della
casa i giorni precedenti all'assassinio. Fornirono alla polizia un identikit
di massima che non servì praticamente a niente ai fini delle indagini.
Dieci mesi dopo una telefonata giunse ad un giornale locale con dettagli
su come trovare una lettera inserita in un libro della biblioteca del
paese.
La lettera conteneva dichiarazioni provocatorie sul lavoro della polizia.
Il killer si assumeva la responsabilità degli omicidi fornendo
dettagli dell'accaduto e per la prima volta si firmava Search and Destroy
dicendo
che il suo motto da quel momento in poi sarebbe stato appunto "Cerca
e uccidi". Il 4 Aprile 1974 una ragazza fu trovata morta nel suo
appartamento. Aveva ricevuto una serie di coltellate all'addome, ed il
cadavere era stato ritrovato legato e bendato. La morte era sopravvenuta
per strangolamento.
Tre anni dopo, nel Marzo 1977 un'altra ragazza fu trovata morta nel suo
appartamento, legata mani e piedi, e con un sacchetto di plastica in testa.
La morte, anche in questo caso, era sopraggiunta per strangolamento. I
tre figli della donna erano stati chiusi nell'armadio dall'assalitore.
Liberatisi poi in un secondo momento erano stati in grado di chiamare
la polizia.
Gli elementi comportamentali portavano ancora verso Search and Destroy:
lo strangolamento, le linee del telefono staccate, l'uso di armi casuali,
il ritrovamento di sperma sulla scena del crimine, segno che l'aggressore
si era masturbato durante l'atto criminale, la perfetta agilità
di introduzione
all'interno degli appartamenti ed il controllo totale sulle vittime esibivano
il lavoro di un serial killer organizzato e freddo, meticoloso e determinato.
A questo punto il panico si era impossessato della piccola città.
Douglas asserisce in retrospettiva che forse tutto il sensazionalismo
intorno al fenomeno alimentato dai media aveva rappresentato l'elemento
più dannoso di tutto il caso. Per un serial killer anomalo come
questo (il punto più bizzarro era l'elevata quantità di
tempo che intercorreva fra un omicidio e l'altro) che colpiva così
raramente e così efficientemente, così tanta fama e preoccupazione
della comunità contribuiva unicamente ad alzare l'eccitazione dell'omicida,
contribuendo a farlo uccidere di nuovo.
L' 8 Dicembre 1977 un'altra chiamata infatti arriva alla polizia; è
la voce di uomo che segnala il luogo di un' omicidio. Quando gli agenti
arrivano sul posto trovano una finestra rotta ed il tristemente consueto
scenario di morte. Stavolta il killer prende la patente della vittima
come souvenir dell'episodio.
Un'altra lettera arriva e stavolta qualcosa in più viene rivelato
dell'assassino. Sostiene di essere indignato che dopo un po' di tempo
le notizie riguardanti le sue imprese abbandonano le prime pagine.
Scrive: "Quante persone ancora devo uccidere per farmi notare ?"
Sostiene di essere vittima di un mostro che vive dentro di lui e di un
"Fattore X" o di un "Movente X" che lo spinge ad uccidere.
Scrive ancora: "Mi dispiace che questo accada alla società
.loro
sono quelli che soffrono di più
.è dura per me controllarmi
quando
questo mostro
penetra la mia mente non lo posso fermare
forse voi lo potete fermare".
A questo punto i sospetti degli agenti trova prime conferme. L'uomo sta
fingendo clamorosamente con queste affermazioni. I detectives dell' F.B.I.
in questa fase delle indagini non fanno minimamente parte delle stesse
in quanto i delitti non sconfinano dallo stato del Kansas e nessun membro
della polizia locale ha ancora chiesto aiuti esterni.
Ressler fra i tanti imputa proprio alla grossolana incompetenza della
polizia locale il mancato arresto del killer, affermando che se l' F.B.I.
si fosse
occupata del caso una serie di sospetti sarebbero saltati fuori e prima
o poi il criminale ci sarebbe finito in mezzo. Comunque, i federali sono
fuori dall'indagine, ma anche la polizia del Kansas si accorge che per
quest'uomo l'aperta ammirazione dichiarata nelle lettere per David Berkowitz
e Jack lo squartatore va molto oltre al rispetto ed alla simpatia. Sappiamo
in fatti che le lettere di Berkowitz, sgrammaticate, sconnesse e piene
di amenità riguardanti cani millenari che lo obbligano ad uccidere
si sono rivelate false ed intenzionalmente deliranti. Berkowitz era certo
un disadatto con forti problemi di adeguamento sociale ma certo non uno
psicotico con allucinazioni. Così si pensa anche di Search and
Destroy, che si atteggi a insano di mente in caso che un giorno venga
catturato o che semplicemente stia giocando ad un gioco Killer-polizia
secondo gli schemi più classici della letteratura criminale statunitense.
Altri delitti ed altre lettere si susseguono per gli anni a venire ma
non si è mai veramente sicuri dell'autenticità né
dei crimini né tantomeno delle lettere.
Di tutti i crimini riportati, soltanto un paio sono imputati a Search
and
Destroy, gli altri sono frutto di quelli che in inglese si chiamano Copycats
cioè persone che commettono delitti copiando lo stile di un criminale
famoso. Nella maggior parte di questi casi il colpevole viene arrestato
e condannato velocemente.
A questo punto entrano sulla scena due personaggi, la Dott. Deborah Shumann,
presidente dell'Istituto per lo Studio dei Crimini Violenti , che è
interpellata per tracciare un profilo dell'assassino. Quello che la dottoressa
risponde dopo un attento esame del caso è :
"Non penso che gli omicidi degli anni '80 fossero connessi con l'UNSUB
(Unknown Subject, Soggetto Sconosciuto, in gergo criminologico inglese).
Dovete cercare un uomo single, bianco, dai venticinque ai trenta anni,
ha una casa e vive vicino ai luoghi dove i primi crimini sono stati commessi.
Indossa abiti neri, è alto e di corporatura robusta, considerato
un conservatore da quelli che lo conoscono, ha un'apparenza pulita ed
ordinata.
Non esistono voci o demoni; quest'uomo sapeva esattamente cosa stava facendo.Il
fatto che non ho avuto accesso alle lettere mi fa limitare il mio profilo
a questi argomenti. In più non posso stabilire con esattezza la
sua posizione lavorativa, ma probabilmente è poco preoccupato dalla
sua
situazione finanziaria. Quest'uomo è completamente assorbito dai
suoi
istinti omicidi. Niente altro ha rilievo per lui se non quello che fa
e
l'attenzione pubblica che consequenzialmente riesce a guadagnare.
E' sessualmente immaturo ed incompetente. E' molto paziente nei suoi
crimini quindi è probabile che spii a lungo le sue vittime.
E' il caso di interrogare tutti i vicini delle zone in cui si sono verificati
crimini dell'individuo perché questa persona oltre che a commettere
delle infrazioni di violazione di domicilio ha quasi sicuramente perlustrato
a lungo le suddette zone.
continua parte 2 di 2
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