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Casi insoluti :
The Unabomber
Nota: questo articolo si riferisce al primo Unabomber,
Theodore Kaczyinsky, e non al caso italiano omonimo ancora in corso.
Questo caso non è un caso insoluto. Il responsabile
dei crimini in questione è stato arrestato e condannato. Ma mi
è sembrato interessante analizzarlo fra i casi insoluti per una
serie di ragioni. A detta di alcuni esperti Theodore Kaczynsky non ha
quasi nessuno dei tratti del serial killer classico, e soprattutto quasi
niente a che vedere con la specie della quale si parla in questo sito,
gli assassini seriali sessuali.
La sua è infatti la storia di un codardo dinamitardo che ha seminato
il panico nell'ambiente scientifico-universitario dal 1978 fino all'inizio
degli anni novanta. La definizione di Kaczynsky ha sempre oscillato fra
serial killer e terrorista e quello che mi sembra giusto far notare a
questo punto è che si trattasse sia dell'uno che dell'altro. Dal
punto di vista esteriore Kaczynsky era un terrorista della peggiore specie.
Fin dall'inizio ha spedito lettere da parte di un Comitato Per la Libertà
quando tutti sapevano benissimo che si trattava di un unico individuo
che agiva da solo in modo organizzato e preciso. Le azioni parlavano di
un individuo alienato, solitario, terribilmente rancoroso verso la società
tecnologica e moderna. Ma la genesi della personalità di Kaczynsky
è quella classica che abbiamo visto in tanti altri casi. Un'infanzia
difficile, una estrema rivalità con il fratello, un rapporto morboso
con la madre. Un'intelligenza abbondantemente sopra la norma. Studente
di università prestigiose,fra
le quali Harvard, sempre in possesso di una borsa di studio, ha una carriera
accademica apparentemente lanciatissima. I conflitti con il padre, con
i
colleghi di lavoro, con la madre ed il fratello però lo spingono
sempre più ad isolarsi.
Nei suoi diari si legge che a volte quando parlava la sua voce era molto
più bassa del normale; allora si rendeva conto che erano giorni
che non faceva
una parola con nessuno.
Sappiamo che l' isolamento patologico porta allo sviluppo di fantasie
che
hanno come scopo l'omeostasi; l'equilibrio interno che non viene soddisfatto
dalle esperienze esteriori è bilanciato dalle fantasie che rassicurano
e
calmano il soggetto. In Kaczynsky vediamo gli effetti delle sue fantasie
rancorose in modo molto chiaro. In un certo senso la sua è la dimostrazione
di una rabbia cieca ed indiscriminata contro il mondo.
La razionalizzazione che sta alla base degli attacchi di Kaczynsky è
incredibile. Ma vediamo le cose per ordine.
Il primo attacco risale al 25 Maggio 1978. Un pacco indirizzato al professor
E.J. Smith arriva al istituto politecnico di Troy, New York ma visto che
il professore ha recentemente cambiato università, il pacchetto
viene rispedito
al mittente, il prof Buckley Crist dell'università dell' Illinois.
Il professore si insospettisce quando vede un pacco che non ha spedito
tornargli indietro e chiama il poliziotto del campus. Quando il pacco
sospetto viene aperto una detonazione sventra l'aula. Fortunatamente il
poliziotto se la cava con
qualche ferita superficiale. L'attacco seguente viene attuato per mezzo
di un altro pacco che esplode allorchè un aereo della American
Airlines raggiunge i 35000 piedi di altezza. Il congegno è strutturato
in modo tale
che un comune barometro da casa funzioni da altimetro e da congegno detonatore
della bomba. Fortunatamente nessun morto, solamente qualche ferito in
quanto l'aereo si riempie di fumo, l'ossigeno scarseggia e il pilota è
costretto ad improvvisare un atteggiamento di emergenza. A proposito di
questo incidente, l' ispettore postale Tony Muljat nel suo libro
"Unabomber, the true story" del 1996, fa notare alcuni elementi
importanti.
Per esempio il nitrato di Bario, uno dei componenti usati per la fabbricazione
dell'ordigno è certo una sostanza inusuale nella fabbricazione
di bombe. In realtà si tratta di polvere per fuochi d'artificio
che spesso viene usata per colorare il fumo di verde. L'importanza di
questo dettaglio verrà scoperta solamente in seguito quando le
forti fissazioni ecologiste di Kaczynsky usciranno allo scoperto insieme
alle sue lettere. Viene sottolineato a più
riprese il concetto della pericolosità del soggetto con cui gli
inquirenti
hanno a che fare: se la bomba fosse deflagrata utilizzando correttamente
il suo potenziale avrebbe fatto esplodere l' intero aereo riducendolo
in briciole.
Il seguente episodio è del tutto analogo al primo. Kaczynsky spedisce
un pacco contenente un libro ed il biglietto con scritto : "Credo
che tutti gli intellettuali che si occupano di politica dovrebbero leggerlo"
al presidente
della United Airlines Percy Wood. Il pacco contiene il libro ed una bomba
che esplode appena il libro viene aperto dall'allora sessantenne Percy
Wood.
L'uomo riporta danni non gravi alla faccia, alle mani ed al torso. Ancora
una volta Muljat pubblica un articolo in cui fa notare che l' argomento
"legno" appare simbolicamente quattro volte in questo caso come
era apparso
già negli episodi precedenti. Il pacco è indirizzato al
sig. Wood, conteneva pezzi di legno misti a oggetti di ferro tipo chiodi
e trucioli, il libro era
pubblicato dalla casa editrice Arbor House, il cui simbolo è una
foglia
e l'indirizzo del mittente è Ravenswood street.
Indubitabilmente l'elemento "legno" sarebbe andato a costituire
la firma di Kaczynsky insieme and una firma vera a propria che apparirà
da questo
attacco in poi : F.C., che soltanto più tardi scopriremo significare
Freedom Club, Club della Libertà. E' in seguito a questo ultimo
attentato che il
criminale viene nominato Unabomber, un' acronimo per Universities and
Airline BOMbings.
Seguono sedici mesi di silenzio durante i quali i più sperano che
il criminale
sia scomparso o che sia saltato in aria a sua volta durante la preparazione
di uno dei suoi ordigni. Nel frattempo le indagini vanno a rilento ancora
una
volta in quanto le agenzie in gioco sono diverse. L'ispettorato delle
poste insieme alla polizia dello Stato dell'Illinois e dello Stato di
New York sono sul caso oramai da diversi mesi quando entra in gioco anche
l' F.B.I. in quanto l'attacco aereo rappresenta un atto criminale inter-statale.
La confusione si aggiunge alla confusione. Gli esperti federali trattano
il caso come quello di un serial killer (anche se ancora nessuna vita
è stata sacrificata in questo caso valgono per adesso le intenzioni)
con un forte risentimento per la società fomentato da fantasie
violente e giustificato dagli episodi della vita del soggetto che è
senza dubbio preda di cieca rabbia che lo spingerebbe ad uccidere. Le
fonti dell' ispettorato delle poste invece portano avanti un discorso
diverso considerando Unabomber come un terrorista paranoico
che ha qualcosa contro i poli universitari e le linee aeree. Allo stesso
tempo
le polizie locali forniscono infinite liste di sospetti da vagliare in
base alle loro supposizioni. Come purtroppo spesso succede, e non soltanto
in America, le agenzie non collaborano tra di loro, quasi non dividono
le informazioni continuando ad inseguire il primato personale dell'arresto
del criminale.
continua
parte 2 di 2
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