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Dinamiche di comportamento
relative al crimine seriale
Fase terza : l'eliminazione
del corpo
In questa fase vediamo cosa succede nell'immediata fase dopo l'omicidio.
I comportamenti relativi al trattamento del corpo sono molto importanti
perché ci parlano delle sensazioni e degli stati d'animo dei serial
killers
in questa delicata fase. Questo è il momento cruciale; la realtà
dell'omicidio appare in tutta la sua crudità.
Passata l'euforia nella metà (52 per cento) dei casi c'è
una fase in cui per la prima volta il criminale si accorge di cosa sia
realmente accaduto. Se ci sarà pentimento, autodenuncia alle autorità,
imbarazzo, dispiacere, o invece indifferenza, o addirittura godimento
nello smembrare ed essere ancora in possesso del corpo questo dipende
dai soggetti. In diffusi casi accade che il trattamento del cadavere sia
molto diverso negli omicidi che seguono il primo.
Un soggetto racconta che durante il primo omicidio si è fatto prendere
dal panico e ha "smembrato il corpo in fretta seminando pezzi qua
e là per
la casa, nel frigorifero, nel cestino..". Nei casi seguenti invece
si è
attrezzato di coltelli bisturi e seghe apposite e ha praticato un lavoro
pulito e organizzato. Non hanno sospettato niente neanche i vicini di
casa che lo vedevano scendere con grosse buste piene dalla
mattina alla sera. In questo caso è ovvia la totale mancanza di
rimorso;
in realtà questo comportamento mette in evidenza solamente una
preoccupazione per la propria insospettabilità e perfino una buona
dose di godimento nel fare a pezzi il cadavere e poterne disporre a proprio
piacimento come se fosse un oggetto di proprietà.
Per quanto riguarda invece i cadaveri lasciati sul luogo del delitto,
si può parlare di cadavere lasciato in piena visibilità
nel 42 per cento dei casi e di cadaveri nascosti in un modo o nell'altro
nel 58 per cento dei casi.
Il corpo può essere lasciato all'esterno perché le circostanze
non
permettono all'autore del delitto altre possibilità.
Oppure può essere portato in un bosco o in un luogo isolato tentando
di ritardarne il ritrovamento.
A volte il posizionamento del corpo può avere a che vedere con
un messaggio che il criminale vuole mandare. E' questo l'esempio dei corpi
che vengono ritrovati in posizioni specifiche (il 28 per cento dei casi).
Le possibilità sono varie: il criminale vuole inscenare un crimine
diverso o con delle sfumature rispetto a quello commesso. Per questo può
lasciare il corpo di una donna in una posizione ed in uno stato in cui
sia presupponibile la violenza carnale.
Altre ragioni sono la vergogna del criminale rispetto all'atto, in questi
casi troviamo il corpo girato sulla schiena oppure coperto con un lenzuolo.
Nel 17 per cento dei casi gli agenti non sono neppure sicuri se lo stato
del corpo sia casuale o posizionato in modo speciale per obbedire a qualche
fantasia del criminale.
A volte i corpi possono essere ritrovati in pose sessuali, o perché
la fantasia del killer lo esigeva oppure in segno di disprezzo della vittima
o di sfida dalle autorità e della società. Un corpo lasciato
in una posizione bizzarra
può essere una dichiarazione di strafottenza verso il mondo di
una
personalità molto egocentrica e con una elevata concezione di sé.
Un modo per dire che quell'individuo può fare quello che vuole
quando lo desidera e che si sente libero e giustificato nel farlo.
Riguardo allo stato si può dire che il corpo viene trovato completamente
svestito nel 47 per cento dei casi, con i genitali esposti nel 5 per cento
dei casi, col seno (9 per cento) e sedere (11 per cento) esposto.
Oppure i vestiti della vittima possono essere stati usati per legare,
imbavagliare o coprire la vittima o semplicemente lasciati intorno alla
scena disordinatamente. Alcuni assassini rivestono la vittima, la lavano
da
sangue , le curano le ferite. Dennis Nielsen, un assassino quasi
completamente paragonabile all'americano Jeffrey Dahmer che adescava giovani
uomini e poi li portava a casa e li uccideva, intratteneva bizzarri rituali
con i cadaveri. Spesso li svestiva, faceva loro il bagno e accuratamente
li puliva e li rivestiva per poi piazzarli a letto insieme a lui o sul
divano
a vedere la televisione insieme. Lo faceva per giorni fino a che il livello
di decomposizione non era insostenibile.
Per il serial killer il luogo finale di destinazione del corpo può
essere
importante per vari motivi. Per esempio i due soggetti precedentemente
menzionati che hanno posizionato il corpo per far si che gli inquirenti
credessero che si trattasse di uno stupro andato male, hanno lasciato
il corpo in un luogo appartato ma non troppo perché volevano che
fosse scoperto presto. Altri invece gettano i cadaveri nei fiumi carichi
di pesi per
farli affondare perché è chiaro che non vogliono che il
corpo sia scoperto.
In altri casi il luogo dell'abbandono del corpo può essere simbolico
o utile all'assassino per qualche ragione. Un soggetto, che lavorava in
ospedale
come autista di ambulanze, stuprava ed assassinava le vittime in parcheggi
isolati, poi chiamava la polizia denunciando anonimamente il
ritrovamento di un corpo, dopodichè entrava in servizio ed era
mandato a prelevare la persona che lui stesso aveva ucciso.
Il luogo può ancora avere significato solamente per l'assassino,
come il soggetto che seppellì le due teste delle donne che aveva
ucciso in giardino fuori dalla camera di sua madre, che gli diceva sempre
che non sarebbe mai riuscito ad uscire con loro. In questo caso il messaggio
è fin troppo chiaro.
La psicosi paranoide di un altro soggetto fu manifestamente dichiarata
allorchè venne sorpreso con tre cadaveri nel frigo, dai quali era
solito
prendere il sangue per berlo perché sosteneva che le streghe gli
avevano ordinato di farlo in quanto il suo stesso sangue si stava asciugando.
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a fase quarta il comportamento dopo il crimine
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