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Definizioni e precisazioni
(parte 2 di 4)

Sempre Mastronardi e Palermo (1995) dividono i serial killers, la categoria più diffusa e preoccupante, in altre cinque tipologie:


1. Visionario
2. Missionario
3. Edonista
4. Del controllo del potere
5. Lussurioso

Il tipo "visionario" comprende quei serial killers che eseguono i loro omicidi
in conseguenza di ordini ricevuti da voci allucinate o in funzione di
particolari visioni avute. Si tratta di vere e proprie allucinazioni di
comando e la voce udita è generalmente di origine mistica, Satana,
Dio, un padre morto ed onnipotente, una figura religiosa.
Un "demone" impone loro di uccidere, di distruggere; la loro azione
distruttiva corrisponde ad una missione perentoria, eseguita con fedeltà
e convinzione.
La maggior parte di questi assassini è affetta da schizofrenia di tipo
paranoide oppure da disturbi allucinatori paranoidi. Nel primo caso
l'omicidio è sempre condotto in modo bizzarro e disordinato, mentre
nel secondo caso può essere molto ben pianificato.
Il tipo "missionario", come dice la parola stessa, deve compiere
una missione, che generalmente consiste nella ferma convinzione
di dover ripulire il mondo da persone considerate indesidarabili (prostitute, vagabondi o spacciatori di droga).
Questo serial killer, pur non soffrendo di una psicosi, è spesso
condizionato da personali convinzioni sostenute da alcune false
percezioni di tipo paranoide. Infatti, non prova nessun rimorso poiché
agisce "per il benessere della società".
Un esempio emblematico è quello di Pedro Alfonso Lopez, venditore ambulante colombiano accusato di 310 omicidi. 100 bambine seviziate e strangolate in colombia, altrettante in Perù, 110 in Ecuador dove,
colto sul fatto, fu arrestato.
Lo strangolatore delle Ande si definiva un liberatore. "Le ho soppresse
per liberarle dalle sofferenze che subivano nella vita terrena" ha riferito,
calmo, durante una dettagliata confessione.
Il tipo "edonista" si distingue per il piacere che prova nell'uccidere.
E' l'atto omicida che di per sé gli fornisce una sensazione del tutto
simile a quella forma di orgasmo emotivo provato dal cosiddetto forte
giocatore quando scommette grandi somme e aspetta i risultati.
Può essere considerato una variante del "risk taking", classico delle
persone che hanno bisogno di rischio e di forti emozioni, che ritroviamo
non solo nei malati del gioco delle carte o del casinò ma anche in chi
pratica la roulette russa.
Nel tipo del "controllo del potere" lo scopo principale è quello di
esercitare il totale controllo su un'altra persona, fino al potere definitivo
di deciderne il destino. In questi casi lo stupro, la sodomia e la distruzione
degli attributi sessuali hanno una motivazione erotica soltanto
superficiale (il sesso è solo uno strumento, un veicolo) mentre in realtà rappresentano il desiderio più profondo di esercitare il proprio potere
ed il totale controllo psicofisico sulla vittima.
In questo caso, Jeffrey Dahmer, il tristemente famoso cannibale
di Milwakee è un esempio tipico.
Dahmer adescava giovani omosessuali, li portava prima a casa sua
dove li teneva in uno stato di incoscienza per un periodo di tempo
nel quale li torturava e seviziava per poi inevitabilmente ucciderli.
Per ottenere un controllo totale delle sue vittime era andato così in là
da tentare assurdi esperimenti attraverso fori nel cranio per creare
degli "zombi", schiavi sessuali ai suoi comandi.
Infine il tipo "lussurioso" o lust killer ha per obiettivo quello di ottenere una soddisfazione di natura sessuale dalle vittime.
Diverso dallo stupratore e dal tipo del controllo del potere, questo omicida
è completamente assorbito dal suo egoismo e considera le persone
solo come dei mezzi, come degli strumenti attraverso i quali raggiungere la soddisfazione. Non è l'atto sessuale in sé che risolve il problema del killer,
anzi, spesso il medesimo passa assolutamente in secondo piano rispetto
alle ritualità che il criminale esprime in presenza della vittima.
E' guidato da fantasie dove sesso e morte sono insieme
protagonisti assoluti. La sua compulsione è realizzare queste fantasie.
Come dice John Douglas, figura chiava dell'FBI nella lotta agli
assassini seriali, le parole chiave sono: Manipolazione, Dominio, Controllo.
E' questo il tipo di serial killer più difficile da assicurare alla giustizia,
nonostante sia il tipo che è stato più studiato, attraverso interviste,
attraverso l'esperienza di coloro che hanno indagato e che si sono
messi, sempre come è solito definire Douglas "nei panni dell'assassino".

continua parte 3 di 4