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Introduzione generale
Perché tutto questo nascente interesse
intorno al fenomeno serial killer ?
L'argomento, come popolo e come nazione, ci riguarda marginalmente,
ma in realtà ma ci stiamo accorgendo che alcune tendenze nei delitti
di cronaca nera degli ultimi 20 anni portano nella direzione degli
assassini seriali.
Delitti di un certo tipo ne abbiamo sempre avuti, ma nelle pagine dei
giornali stanno affiorando sempre più crimini cosiddetti "inspiegabili"
e portati a
compimento con efferatezza spesso inaudita.
Fino agli anni ottanta l'unico vero caso famoso a livello nazionale di
serial
killer inteso come assassino sessuale era stato quello del mostro di Firenze.
Ma il crimine si evolve, come si evolve la psicologia delle persone e
delle popolazioni, ed in realtà questo tipo di criminalità
è in continua espansione
anche da noi.
Fonti governative statunitensi affermano che il fenomeno ha avuto una
crescita del 450 per cento negli
ultimi dieci anni. E' vero che l'America
alberga il 75 per cento dei "nati per uccidere" ma il fenomeno
è in
espansione anche da noi, soprattutto in Russia e nella vicina Gran
Bretagna.
In Italia ne abbiamo avuti
27 negli ultimi vent'anni. Siamo al quinto
posto
dopo USA, Gran Bretagna, Francia, Canada e Giappone.
Mitizzati, glorificati e commercializzati dai media, questi criminali
godono
sempre più di attenzioni provenienti da ogni direzione; psicologi,
criminologi
e persone comuni.
II mito collettivo di serial killer è Hannibal
Lecter, ambiguo e seducente personaggio del film di Jonathan Demme
"Il silenzio degli innocenti". Il primo
volto che appare nella mente di chiunque abbia visto quel film è
il suo.
I serial killer sono anche così, ma di certo non sono tutti geni
perfidi e scaltri.
La maggior parte di queste persone hanno dei forti
problemi psicologici,
spesso al confine con la schizofrenia
e le patologie connesse; sono degli emarginati
semi-autistici con enormi ego.
continua parte 2 di 2
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