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Introduzione generale
(parte 2 di 2)
Vorrei adesso chiarire alcuni miti che circondano
l'aura dell'assassino seriale distinguendo una volta per tutte le informazioni
veritiere da quelle false.
1. I serial killers sono intelligentissimi.
Vero in parte. Come già detto,
spesso queste persone hanno quello che macabramente si può definire
un
"talento" nel manipolare gli altri
per il proprio interesse. Per il resto soltanto
meno della metà presenta quozienti di intelligenza superiori alla
norma.
2. I serial killers "giocano" con la polizia una partita vinta
in partenza
scrivendo lettere e lasciando falsi indizi. Anche questo vero in parte.
Gli assassini seriali sono, nella maggioranza dei casi, dei patologici
narcisisti
e delle inguaribili primedonne. Se scrivono lettere
alla polizia può essere
per vari motivi.
Il primo, farsi notare, far vedere
al mondo quanto sono stati bravi, quanto
sono in grado di controllare le situazioni e quanto si estende il loro
potere
di vita e di morte sulle persone che hanno la sfortuna di incontrarli
al
momento sbagliato. In realtà tentano di guarire quell'insanabile
depressione
che li coglie dopo ogni assassinio, rivivendo
le emozioni del momento
del crimine e tentando di legittimare e di dare un senso più ampio
alle
loro azioni. Un secondo motivo può essere quello di cercare di
fuorviare gli inquirenti, di fare quel gioco con la polizia ed i media
all'interno del quale si sentono di comandare e di spadroneggiare. Nella
maggior parte dei casi sono anche tentativi di apparire psicotici e "malati",
in caso un giorno
vengano presi. E' il caso di David Berkowitz (LINK) che scriveva lettere
piene di cose senza senso al capo della polizia di New York.
Ha ammesso poi dopo l'arresto che si trattava di una serie di
falsità per sviare le indagini.
In generale questo genere di comunicazione ad una via sola è la
dimostrazione palese di un patetico tentativo da parte di questi criminali
di attrarre attenzione mentre cercano in realtà di dire a sé
stessi che
la loro vita ha un senso e quello che fanno è giusto perché
in quel momento
hanno il coltello dalla parte del manico.
3.I serial killers sono freddi calcolatori
che sfuggono alla giustizia. Falso. La maggioranza di questi assassini
uccide nel momento in cui l'occasione gli si presenta. Certo, molti di
loro vanno a "caccia" per ore, giorni, mesi.
Certo, molti di loro portano sempre con sé gli "attrezzi del
mestiere".
Ma la loro capacità di pianificare
il loro futuro non va oltre
l'atto criminale,che racchiude il
senso delle loro vite. Sono quasi
completamente privi della capacità di pensare le cose in prospettiva
e gli atti con le loro conseguenze. Orientano tutte le loro facoltà
all'omicidio e conseguentemente alla giusta occultazione del cadavere,
senza un minimo di preoccupazioni per quello che potrebbe succedere il
giorno dopo.
4. Alcuni serial killers sono i classici impiegati
di banca che poi di notte
diventano mostri. Falso. E' molto
raro che questo genere di assassini
siano onesti cittadini che si trasformano in terribili assassini.
Le eccezioni ci sono, ovviamente
e forse la più rappresentativa di queste
è il caso di Gacy (LINK).
Per tutto il resto del campione medio della popolazione degli assassini
seriali in realtà si compone di uomini che vivono
da soli o con donne a loro volta problematiche, quando non ancora
con la famiglia, che probabilmente non si accorgerebbe di loro neanche
se si dessero fuoco in giardino.
Persone fortemente emarginate ed
avulse dalla vita sociale, che raramente rivolgono la parola a qualcuno
o che, in ogni caso, possiedono una genuina freddezza
d'animo che non tradisce nessuna emozione, questi criminali molto
raramente palesano le loro tendenze omicide in contesti diversi da quello
dell'assassinio.
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