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Patologie solitamente riscontrate
(parte 2 di 3)

LA PERSONALITÀ PSICOTICA :

Da un certo punto di vista queste prime due patologie riscontrate
giacciono agli estremi opposti del campo di ricerca. La psicosi è
infatti una vera e propria malattia mentale che prevede seri
disordini mentali nei pensieri e nelle emozioni.
Le psicosi a noi più conosciute sono le varie forme di una stessa malattia
chiamata schizofrenia che ha come caratteristica, come sottolinea Kellerman,
la disintegrazione, non la scissione della personalità.
Gli psicotici rappresentano l'uno-quattro per cento in ogni società sociologicamente studiata e soffrono di una distorsione dei pensieri e delle percezioni che li porta ad avere spesso allucinazioni e credenze ed
interpretazioni della realtà personali basate sulle stesse distorsioni.
E' largamente diffusa e quasi universalmente approvata la convinzione
che questo genere di sintomatologie abbiano origine biologica
e non socio-psicologica.
Altre caratteristiche salienti sono l'estrema chiusura in se stessi
(un esempio su tutti , l'autismo) dei soggetti affetti, impoverimento
del linguaggio e del pensiero, e molto più spesso di quello che si pensi,
alti livelli di ansia e/o di depressione.
L'altro primario disordine appartenente a questa categoria sono le sindromi maniaco-depressive. Anche queste di origine quasi certamente biologica, si presentano come un continuo oscillare di umore che passa da fasi di acuta depressione a fasi di iperattività cerebrale incontrollata.
In poche parole la psicosi è quello che comunemente intendiamo
quando usiamo il termine "pazzia".

PERSONALITÀ BORDERLINE :

Questa sindrome si presenta alla fine dell'adolescenza e viene
diagnosticata in presenza di almeno cinque delle seguenti caratteristiche:

1. Enormi sforzi per evitare/mascherare/superare reali o immaginari abbandoni
2. Una ciclicità di episodi di estrema Idealizzazione/svalutazione
del partner di una relazione
3. Disturbi dell'identità
4. Impulsività eccessiva
5. Aggressività a tratti potenzialmente pericolosa con episodi di
auto-punizione
6. Croniche sensazioni di vuotezza
7. Difficoltà a controllare la rabbia
8. Forti sintomi di dissociazione

La personalità Borderline è fatta di estremi; il mondo è a tratti
"tutto cattivo" o "tutto buono".
Jeffrey Dahmer, il "cannibale di Milwakee" a cui abbiamo già accennato era sofferente di alcuni dei principali sintomi di questo disordine della personalità. Dahmer uccideva i suoi amanti "perché altrimenti al mattino se ne sarebbero andati magari senza neanche salutare". Al contrario dello psicopatico, che nei rapporti umani è eccessivamente distaccato, il Borderline è spesso eccessivamente attaccato. Il suo incubo peggiore è rimanere solo,
magari a causa del proprio "disagio".
Un altro fenomeno spesso considerato nella psicologia del serial killer
è lo stato o disordine da dissociazione. Egger (1990) lo definisce come una mancanza di integrazione di pensieri, sentimenti o esperienze nel flusso di coscienza.
In parole povere il soggetto prova una vera a propria separazione
mentale da se stesso. La dissociazione è stata anche definita come
una situazione di auto-ipnosi (Bliss 1986).
Morton Prince (1975) include nel fenomeno dissociativo il sonno, l'ipnosi,
le fughe mentali, la trance, il sonnambulismo, le personalità multiple.
Lo sdoppiamento è un fenomeno per molti tratti simile alla dissociazione.
Lifton in "The Nazi doctors" fa riferimento allo sdoppiamento come
"La divisione del sè in due parti autonomamente funzionanti, in modo
che a tratti, una delle due funziona come l'intero sè". In particolare
nel libro fa riferimento ai dottori nazisti che lavoravano ad Auschwitz
e come essi potessero, attraverso lo sdoppiamento, non solo uccidere e contribuire ad uccidere ma costruirsi una intera struttura di
sè alternativa che non doveva rispondere di niente al sè cosciente.

continua parte 3 di 3